Mentre sui social network va in scena il patetico festival del negazionismo, con i tifosi dell’Inter e i media asserviti che provano disperatamente a parlare di “fuffa” o di un’imminente “archiviazione”, la Procura di Milano ha appena sganciato la bomba atomica sul calcio italiano. E le carte, signori nostri, non mentono. Chi spera nel colpo di spugna farebbe meglio a trovarsi un ottimo avvocato, perché l’accusa piovuta sulla testa dell’ex designatore Gianluca Rocchi fa tremare i polsi: CONCORSO IN FRODE SPORTIVA.
– Ma il bello o meglio, il marcio, arriva quando si va a leggere con chi sarebbe stato commesso questo reato ed indovinate un po’? I magistrati lo hanno messo nero su bianco nel capo d’imputazione modificato: Rocchi avrebbe agito “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro”.
– Avete capito bene? Altro che complottismo da YouTuber o “fisse” di chi fa controinformazione. Quello che io, Sergio Vessicchio e pochi altri coraggiosi denunciamo da anni gratis e contro tutto il sistema, oggi è un’ipotesi di reato della magistratura penale. C’era un asse, un accordo preventivo, un telefono rosso tra il designatore degli arbitri e la dirigenza di Viale della Liberazione.
IL CASO TORINO-INTER DI APRILE 2026: IL SISTEMA SCOPERCHIATO
– A smentire i profeti dell’archiviazione ci sono le intercettazioni freschissime, risalenti allo scorso aprile 2026, nel pieno della corsa scudetto. Agli atti c’è una telefonata clamorosa prima del match Torino-Inter del 26 aprile: un alto dirigente dell’AIA chiama Rocchi per riferirgli i forti “malumori” dell’Inter sulla designazione dell’arbitro Mariani. E cosa fa Rocchi? Secondo la Procura, manda Mariani a dirigere la gara solo dopo aver ottenuto il “via libera” e il gradimento preventivo del club nerazzurro. I direttori di gara non venivano scelti in base al merito o al sorteggio, ma venivano letteralmente concordati con l’Inter.
LA GIUSTIZIA SPORTIVA? ADESSO LA GIUSTIZIA SPORTIVA DEV’ESSERE CELERE ED AFFLITTIVA (METODO GRAVINA)
– I soliti soloni del giornalismo di regime si affrettano a dire che l’Inter non ha tesserati indagati. Certo, per ora. Ma noi abbiamo la memoria lunghissima e ricordiamo bene le parole dell’ex presidente FIGC Gabriele Gravina quando c’era da colpire la Juventus: la giustizia sportiva doveva essere “rapida, celere e immediata”.
– Bene, ora che nei faldoni di Milano si parla apertamente di “accordo con esponenti dell’Inter” per alterare le gare, pretendiamo lo stesso identico trattamento. La Procura Federale acquisisca subito gli atti e applichi quella stessa celerità sbandierata in passato. Con accuse del genere, il rischio di responsabilità oggettiva e diretta del club è automatico e le sanzioni parlano chiaro: penalizzazioni, revoca dei titoli o retrocessione. Se la legge è uguale per tutti, adesso si deve correre.Francesco Gela
