L’inchiesta sugli arbitri, che ha portato all’autosospensione di Rocchi e Gervasoni dai rispettivi ruoli, ha inizialmente acceso un forte clamore mediatico. Dopo le audizioni condotte dalla procura, nelle quali sono stati ascoltati anche alcuni dirigenti dell’Inter come Schenone o l’ex Butti, però, il caso è progressivamente uscito dai riflettori. C’è chi ha già ribattezzato la vicenda “Silenziopoli”, sottolineando il clima di silenzio che circonda l’indagine e la quasi totale assenza di dibattito pubblico. Eppure l’ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia resta particolarmente pesante, perché riguarda presunte interferenze sulle designazioni arbitrali. Un tema che inevitabilmente richiama precedenti molto delicati nella storia del calcio italiano (con la Juve retrocessa in B). A riportare attenzione sulla vicenda è stato anche Roberto Saviano, intervenuto nelle sue storie Instagram per commentare le ombre che continuano ad avvolgere il caso.
Poi nel suo messaggio Roberto Saviano ha allargato il cerchio: “Finché il calcio milanese non subirà veri processi, non avremo un campionato sano. Ma la domanda è: il calcio, nel più corrotto dei mondi, potrà mai essere davvero sano?”. Una domanda quest’ultima che lascia intendere più di qualcosa, anche se come sottolineato, anche dall’utente stesso nel porre il quesito, con la parola ‘Silenziopoli’ si è già data una risposta ampia di quanto è successo e sta succedendo. Tutta l’inchiesta è nelle mani della Procura che, dunque, dovrà continuare le proprie indagini per cercare di arrivare fino al fondo della situazione e capire quale sia la verità.
L’Inter e l’inchiesta arbitri
A distanza di qualche settimana c’è da fare un passo indietro e capire come sia rimbalzato il nome dell’Inter all’interno dell’inchiesta. Il nome del club nerazzurro è emerso nell’ambito dell’indagine sul caso arbitri per alcune presunte pressioni legate alle designazioni della passata stagione. Al centro degli approfondimenti degli inquirenti ci sarebbero in particolare le scelte arbitrali relative alla trasferta di Bologna del 20 aprile 2025. L’attenzione si sarebbe concentrata anche sulla posizione di Daniele Doveri, considerato non gradito all’ambiente nerazzurro. L’ipotesi investigativa riguarda un possibile tentativo di evitare la sua presenza nelle gare decisive del finale di campionato e in una eventuale finale di Coppa Italia. Per questo motivo, il direttore di gara sarebbe poi stato indirizzato verso la semifinale di ritorno della competizione contro il Milan.
