C’erano una volta i campionati decisi a marzo. Questa Serie A, invece, ha scelto il copione del thriller fino all’ultimo respiro. Con Inter già campione e Napoli matematicamente qualificato alla prossima UEFA Champions League, restano ancora due posti da assegnare. E la sensazione è che tutto possa cambiare negli ultimi novanta minuti.
La classifica racconta di un equilibrio feroce: Milan e Roma sono appaiate a quota 70 punti, mentre Como e Juventus inseguono a 68. Una lotta che ha assunto contorni quasi surreali dopo la penultima giornata, quando i bianconeri sono crollati in casa contro la Fiorentina lasciando la zona Champions proprio nel momento decisivo della stagione.
Il Milan arriva all’ultima giornata tra dubbi e pressioni. La squadra rossonera ha alternato grandi prestazioni a blackout inspiegabili, ma la vittoria sul campo del Genoa ha restituito ossigeno e soprattutto il controllo del proprio destino. Contro il Cagliari servirà però una prova di maturità: San Siro sarà un catino ribollente, perché il peso economico e sportivo della Champions è enorme.
Diverso il clima in casa Roma. I giallorossi si presentano all’ultimo turno trascinati dall’entusiasmo del derby vinto contro la Lazio, una gara che ha cambiato completamente l’inerzia della corsa europea. La squadra capitolina arriva con fiducia, continuità e una difesa ritrovata. Contro il Verona già retrocesso, la sensazione è che la Roma abbia l’occasione perfetta per completare la rincorsa.
Se c’è una squadra che ha trasformato il finale di stagione in una favola, quella è il Como di Cesc Fàbregas. Da sorpresa a concreta candidata Champions: un salto clamoroso.
La vittoria contro il Parma ha tenuto vivi i sogni lombardi e ora il club lariano può davvero compiere un’impresa storica. Servirà battere la Cremonese e sperare in un passo falso di Milan o Roma. La pressione, paradossalmente, sarà tutta sulle grandi: il Como ha già vinto la propria scommessa stagionale e giocherà con leggerezza e entusiasmo.
La vera delusione del finale di campionato resta però la Juventus. Fino a poche settimane fa sembrava la squadra più lanciata verso il terzo posto, poi il blackout improvviso: prestazioni opache, poca brillantezza offensiva e soprattutto il clamoroso ko interno contro la Fiorentina.
Ora i bianconeri non dipendono più soltanto da sé stessi. Serve vincere il derby contro il Torino e contemporaneamente sperare in almeno un crollo davanti. Uno scenario complicato, aggravato dal nervosismo che si respira attorno alla squadra. La sensazione è che la Juventus abbia pagato soprattutto il peso psicologico del momento decisivo.
Negli ultimi anni la Serie A è stata spesso criticata per mancanza di spettacolo e competitività. Eppure questa stagione consegna uno degli ultimi turni più emozionanti dell’ultimo decennio: quattro squadre in due punti, piazze storiche contro outsider ambiziose, pressione economica enorme e un verdetto ancora totalmente aperto.
La Champions non è soltanto prestigio: significa milioni di euro, mercato, appeal internazionale e futuro tecnico. Per questo Milan, Roma, Como e Juventus giocheranno novanta minuti che valgono un’intera stagione.
E forse anche qualcosa di più.
ALESSANDRO MARTINI
