Il Solofra porta a casa la coppa disciplina ed esonera il tecnico. In arrivo Liguori pieno di entusiasmo.

Alla fine della stagione la società decide di cambiare allenatore e nella città alle porte di Avellino, storica formazione irpina, la svolta arriva inattesa quanto giusta e opportuna. La squadra chiude a 45 punti al settimo posto con 13 partite perse, una delle squadre più battute del campionato, 38 goal fatti, di cui ben 16 il gioiello d’attacco Maiorano e ben 44 subite, troppe. Una società modello il Solofra con un’organizzazione perfetta, una proprietà presente e piena di entusiasmo e uno staff dirigenziale di tutto rispetto oltre ad un organico che doveva ben figurare con almeno 9 calciatori che hanno vestito la maglia di squadre di serie D tra i quali il miglior portiere di tutta la categoria Farina. Una rosa di under molto validi molti provenienti dalla Gelbison. In più un settore giovanile speciale coordinato da Giovanni Piemonte con squadre in tutte le categorie e risultati di prestigio che hanno coronato una stagione positiva nella cantera gialloblu. Il settimo posto suona male in questo contesto, la squadra si è largamente salvata a febbraio e in tre mesi l’allenatore non ha saputo programmare. Al tecnico Amarante, contestato dalla tifoseria sin dalle prime giornate e difeso sempre dalla società e dai dirigenti, non si chiedeva l’ingresso nei play off ma una bella figura, arrivare almeno i 55 punti e invece la squadra ha mollato molto prima, il tecnico non ha spinto, non ha forzato, si è adagiato e ha contravvenuto alle indicazioni societarie e il crollo ha portato ad una stagnazione della squadra al centro della classifica. Questo è costata la panchina al tecnico. In effetti alla società non pare sia andato giù il fatto che la squadra ha subito una serie di goleade al passivo in grado di stizzire tutti in special modo la proprietà sempre vicina, precisa e puntuale.
Le pallonate prese da Ebolitana, Apice, Agerola la società non le ha digerite. La squadra sovente è crollata, allenata benissimo dal preparatore atletico è venuta meno per allenamenti blandi dettati dal tecnico Amarante, le solite partitine a campo ridotto spesso ridottissimo, un limitato numero di schemi, punizioni non provate, rigori non provati, mai tiri in porta durante gli allenamenti e solo un’ora massimo un’ora e mezzo di lavoro senza provare la squadra con le partite infrasettimanali causa delle 13 sconfitte in campionato. Giocatori allenati in campi ridotti hanno trovato difficoltà durante le partite ufficiali. Tutto questo è stato valutato dalla società e dalla dirigenza e l’allontanamento del tecnico è stata la logica conseguenza di uno scadente lavoro di Amarante sicuramente non pronto alla categoria di eccellenza.

In una società storica del calcio campano, con un brand da salvaguardare e con investimenti mirati alla crescita dei giovani ci vuole competenza e impegno cose che fanno difetto ad Antonino Amarante. Ora si riparte da Liguori, viene dalla promozione dove ha vinto e porta entusiasmo ma trova una società seria, organizzata e piena di competenza. Il Solofra si è sempre distinto e sempre si distinguerà non a caso è tra le società più apprezzate del calcio dilettanti. In bacheca si festeggia la coppa disciplina, un traguardo lusinghiero che dimostra i valori importanti e sani del Solofra e la serietà dell’impostazione societaria. Sergio Vessicchio
