
Stop alle audizioni, il PM Ascione dopo aver ascoltato le persone informate sui fatti, ha deciso di seguire una pista investigativa ben precisa seguendo le indicazioni del super testimone e prorogando le indagini fino al mese di novembre. Il nome di questa deposizione importante che ha spaccato l’inchiesta è tenuto accuratamente top secret dalla procura di Milano e dal PM stesso per evitare turbative nelle indagini che proseguono incessantemente a spron battuto.
Non è un caso che subito dopo aver ascoltato la deposizione del super testimone il PM Ascione ha deciso di interrompere le audizioni.
La linea d’indagine della procura è mirata su un filone ben preciso che scoperchia una volta per tutte il gioco di potere di Marotta e dell’Inter in concorso di reati con l’AIA e la Federazione.
Un vero e proprio sistema articolato che sfocerebbe nell’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e al controllo totale del calcio italiano e delle sue figure apicali spingendosi finanche alla gestione dei media e dell’opinione pubblica.
Il PM Ascione sta quindi concentrando la propria attenzione alle piste del super testimone fuoriuscite dal suo colloquio.
Dietro l’Inter e Marotta esisterebbero elementi molto gravi che allargherebbe l’inchiesta in maniera esponenziale con il rischio Serie B e revoca dei titoli (non solo gli ultimi) molto alto. Ma la vicenda rischia di prendere una piaga pesantissima sul piano penale perché i riscontri e le prove oggettive che emergono allargano a macchia d’olio l’inchiesta portando a galla risvolti gravissimi.
L’ago della bilancia è stata la deposizione del super testimone che ha dato una frenata brusca alle indagini in una direzione, per aprire e spaccare l’inchiesta in un altra.
Se inizialmente si parlava solo di arbitri e di Rocchi, la deposizione del super testimone ha fornito prove oggettive di reato nei confronti dell’Inter che porterebbe ad uno scenario ben più grave.
Nonostante le condotte di omertà e ostruzionismo di Rocchi e dell’Inter, le pressioni di politica e stampa per tamponare l’emorragia di notizie finanche ad arrivare al “fuoco amico” del procuratore Viola, il PM Ascione ha praticamente “aperto il libro”, come si suol dire, portando a galla la verità.
L’azione di Ascione può essere considerata eroica per il coraggio e la determinazione che sta mettendo in campo. Un magistrato come Ascione meriterebbe il sostegno illimitato dello stato e della magistratura per la scelta di andare in fondo alla verità nonostante le difficoltà del caso.
Un eroe Ascione paragonabile ad altri magistrati del passato che non si sono mai piegati al potere e alle malefatte del sistema, alle volte pagando anche in prima persona.
Per questo motivo noi saremo schierati a spada tratta a favore di Ascione e della verità, e chiunque decida di mettersi contro e di mistificarla dovrà scontrarsi, inesorabilmente, con la nostra penna. Non ci piegheremo mai, sappiatelo. Sergio Vessicchio
