Giorgio Schenone è il dirigente dell’Inter, il mandatario di Marotta addetto agli arbitri che stabiliva in concorso di reati con Rocchi quali arbitri designare all’Inter in base al gradimento e al non gradimento della squadra nerazzurra.
Schenone come Facchetti o Meani del Milan ai tempi di Farsopoli, ci immaginiamo Marotta in un veememte “spinga Schenone, spinga” con Rocchi e i vertici arbitrali.
In questo caso Marotta quando parlava di estraneità dell’Inter è perché sapeva che la preda da gettare in pasto ai leoni non sarà lui ma il suo Schenone per evitare la responsabilità diretta (che spedirebbe subito l’Inter in serie
ma limitando i danni con la responsabilità oggettiva che penalizzerebbe l’Inter non in questa ma nella prossima stagione salvando/rubando l’attuale scudetto aggiungendolo alla collezione di quelli di cartone già esistenti in bacheca.
Come vi dicevamo fin dall’inizio l’Inter ci sta dentro fino al collo e adesso Marotta e company corrono al riparo cercando di tamponare il possibile difendendo l’indifendibile. Il campionato, anzi i campionati falsati sono tanti e la Marotta League esiste già da tempo collusa con il potere della federazione e l’AIA. Gravina favoriva i nerazzurri in ambito nazionale e internazionale con l’amico Ceferin spingendoli avanti in Champions, e Rocchi faceva lo stesso in campionato. Il tutto per tenere in vita una squadra ormai FALLITA e non iscrivibile al campionato con 660 milioni di debiti in barba ad ogni regola scritta.
Questi abusivi impuniti tenuti a galla da un sistema marcio hanno falsato campionati e competizioni sia nazionali che internazionali creando un danno a tutte le squadre e i tifosi che credevano in uno sport e una competizione diventata una farsa. Ma la storia dell’Inter è fatta di magagne e campionati falsati come i famosi disputati da Recoba che non poteva partecipare a nessuna competizione per l’irregolarità del suo tesseramento. Ma ora l’ennesima inchiesta, l’ennesimo scandalo riguarda ancora una volta l’Inter e il mondo del calcio ne ha le palle piene. Sergio Vessicchio
