Il nodo centrale dell’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri riguarda una telefonata del designatore Gianluca Rocchi, effettuata il 2 aprile 2025 durante la semifinale di Coppa Italia a San Siro. Secondo la Repubblica, nella conversazione Rocchi avrebbe fatto riferimento a Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell’Inter (non indagato), indicando quali decisioni arbitrali sarebbero state più o meno gradite al club.
L’intercettazione chiarirebbe anche perché il pm Maurizio Ascione abbia definito “gradito” l’arbitro Colombo e “sgradito” Doveri: si tratterebbe di una ricostruzione basata sulle opinioni attribuite all’Inter, che potrebbero aver influenzato alcune designazioni. I termini, infatti, non emergono in modo letterale dalle intercettazioni.
Ma che cos’è il Club Referee Manager? È il dirigente addetto agli arbitri della società. Questa figura svolge tre funzioni principali: la prima è di supporto dirigenziale e tutela del club, preparando eventuali esposti per errori arbitrali, analizzando gli episodi con la squadra e fungendo da filtro per evitare comportamenti impropri dei tesserati verso i direttori di gara; la seconda riguarda la gestione operativa, che include l’accoglienza formale della squadra arbitrale nel giorno della partita; la terza, la più rilevante, consiste nel ruolo di referente con le istituzioni arbitrali, rappresentando il punto di contatto tra il club e l’Associazione Italiana Arbitri.
Il rapporto con il designatore, di per sé, non costituisce alcuna irregolarità, purché resti nell’ambito di comunicazioni formali e istituzionali. Eventuali criticità nascerebbero solo nel caso in cui emergesse un coinvolgimento diretto nelle designazioni arbitrali: una circostanza che, se accertata, configurerebbe una violazione delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC) e dell’articolo 30 del Codice di Giustizia Sportiva, esponendo il club al rischio di illecito sportivo.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2024, conferma l’uso di intercettazioni e il fatto che Rocchi fosse già monitorato da tempo. Al momento, nessun tesserato dei club risulta indagato e l’Inter non compare direttamente nella conversazione chiave.
Infine, viene chiarito anche il funzionamento dei rapporti tra club e sistema arbitrale: durante la settimana, gli addetti agli arbitri si interfacciano con i referenti federali, con l’obiettivo di discutere e chiarire episodi tecnici legati alle partite.
Alessandro Martini
