Arbitropoli, Varopoli, anzi meglio chiamarla con il suo vero nome: Interopoli!
In questa inchiesta il nome di Rocchi e dei suoi seguaci collusi al sistema pro Inter è il fulcro dell’indagine che macchia ancora una volta il calcio italiano facendolo sprofondare nel limbo più buio dell’incertezza.

Le indagini proseguono a spron battuto, gli inquirenti continuano ad indagare e ottenere prove tra intercettazioni, testimonianze ed elementi vari che potrebbero cambiare gli scenari da un momento all’altro. Una cosa è sicura, che questo scandalo porterà a scoperchiare un sistema marcio e pilotato dal potere e da chi ne tira i fili.
Tra quelli che tiravano i fili da dietro le quinte e manovrati dal potere c’era Gianluca Rocchi che nelle ultime ore ha rischiato di ottenere una misura cautelare richiesta dal PM che a conti fatti aveva ragione nel richiederla.
Rocchi ha deciso di comune accordo con i suoi legali di non presentarsi all’interrogatorio dinanzi al PM, e la domanda sorge eloquente: per quale motivo Rocchi si nega dinanzi agli inquirenti?
Per quale motivo un indagato come Rocchi preferisce non comparire dinanzi al PM per favorire le indagini?? Chi o di cosa ha paura Rocchi nel non voler deporre??
Il comportamento di Rocchi, il silenzio omertoso di Rocchi come i mafiosi quando professano la famosa frase “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, vale più di qualsiasi risposta, e un comportamento simile atto a non favorire le indagini, un comportamento ostruzionistico alle attività di indagine rappresenta un inquinamento delle indagini anche se in maniera non esplicita ma evidente.
Dinanzi ad un ingiustizia chiunque avrebbe fatto di tutto per essere ascoltato e provare la propria estraneità e buona fede. Se una persona non ha nulla da nascondere si presta alle domande degli inquirenti e favorisce anche per senso civico l’attività investigativa di chi è preposto.
Cosa vuol nascondere Rocchi come quando nella stanza dei bottoni di San Siro decideva in concorso con altre persone quali dovessero essere gli arbitri graditi e non graditi al potere quindi all’Inter?
Qual è il gioco di potere e il suo tornaconto nella cosiddetta Marotta League?
A tutte queste domande Rocchi ha preferito rispondere con il silenzio, con l’omertà, quella che da sempre contraddistingue chi è asservito al potere e ad un padrone più in alto di lui. Ma le intercettazioni, le testimonianze e le prove usciranno pian piano allargando sempre di più lo schifo che sta uscendo a macchia d’olio aprendo l’ennesima pagina squallida di un calcio non più credibile in mano ai potenti. Sergio Vessicchio
