Arrivati quasi al compimento di quello che sembrava il “matrimonio perfetto” i tifosi della Roma cominciano ad intravedere i soliti fantasmi del passato. All’inizio della stagione la triade Gasperini-Ranieri-Massara prometteva buone speranze in casa Roma per il progetto triennale, a tutti gli effetti un connubio perfetto fra personalità totalmente diverse fra loro, determinate però, a compiere il massimo sforzo per un obiettivo comune. Guardando la situazione odierna invece, sembra quasi il remake del vecchio film western di Clint Eastwood “Il Buono,Il Brutto e Il Cattivo”. Le frizioni incominciano già ad inizio Agosto, alla fine della preparazione estiva, quando Gasperini (“Il Brutto” agli occhi della società) chiede dei rinforzi soprattutto nella zona offensiva della squadra dove vi erano ben presenti delle lacune tecniche come Dovbyk pagato 40 milioni a secco di gol ma carico di prestazioni deludenti, con un Dybala il quale ingaggio pesa come un macigno sulle casse della società e con una condizione fisica precaria, la quale lo ha accompagnato nel corso di tutta la sua carriera ed infine Stephan El Sharaawy giocatore ormai,vista anche l’età, in declino soprattutto fisico. Le richieste si concludono con un nulla di fatto, Massara (“Il Buono”) decide di optare seppur con la poca disponibilità economica della società (visti anche i paletti imposti dal FPF) sul ventenne irlandese Evan Ferguson in prestito dal Brighton su cui viene fissato un diritto di riscatto di 40 milioni di sterline, ciononostante complice anche la giovane età ma soprattutto l’inesperienza il nuovo innesto non si rivela all’altezza per la poca “grinta” messa in campo come sottolineato dal tecnico più volte. Nel girone d’andata la Roma riesce comunque ad ottenere un ottimo risultato, vagabondando per oltre due mesi intorno al primo e al secondo posto per poi passare ad una posizione più statica in classifica nella quarta posizione mettendo in evidenza l’ottimo lavoro da parte di Gasperini nel dare intensità di gioco ad una squadra che per anni ne era sempre stata carente come del resto di un gioco offensivo ma ragionato. A Gennaio però il tecnico necessita di ulteriori rinforzi visti gli infortuni di Dybala, Ferguson e Dovbyk i quali compromettono ulteriormente la corsa Champions e non permettono alla squadra di fare alcun tipo di turnover e nella lunga lista di nomi che Gasperini e Massara elaborano alla fine si decide di puntare su un ventiseienne olandese Donyell Malen allora in forza all’Aston Villa e che faticava però, a trovare minutaggio vista la disposizione tattica della sua squadra. Gasperini spinge per il suo arrivo ma soprattutto per un suo sostituto in caso di indisponibilità e alla fine la lista dei giocatori che la società porterà nella capitale nel mese di gennaio è composta da: Donyell Malen, Lorenzo Venturino (19 anni) e da un giovane che arriva dal Marsiglia con obbligo di riscatto fissato a 25 milioni ovvero Robinio Vaz (18 anni). Il tecnico si mostra da subito entusiasta dell’arrivo del nazionale Olandese il quale nelle sue prime 12 partite mette a segno 10 gol, diventando con così poco tempo il giocatore con la media realizzativa più alta in Serie A, cosa che però non farà distogliere l’attenzione di Gasperini dalla strategia seguita da Massara riguardo all’acquisto degli altri due innesti, giocatori giovani sì ma ritenuti dal Gasp non pronti ad affrontare un finale di stagione carico di intensità e molto competitivo. Il tecnico non farà passare inosservato il suo malcontento per la scarsa efficienza del mercato di gennaio e questo infatti si riverserà sulla classifica facendo barcollare la Roma tra il quinto e il sesto posto nel finale di stagione complice soprattutto la scarsa disponibilità quantitativa della rosa, proprio come aveva pre annunciato Gasperini dopo la fine del mercato di Gennaio. Ora nell’ imminente finale di stagione a 6 giornate dalla fine del campionato e con un piazzamento in classifica totalmente incerto entra in scena Ranieri (“Il Cattivo”) che nel pre-partita di Roma-Pisa a domanda postagli dal giornalista di DAZN si scaglia senza remore sull’allenatore della Roma, criticando aspramente il suo modo di parlare con la stampa e mettendo in luce, secondo il Senior Advisor, una serie di falsità pronunciate dal tecnico ai microfoni in svariate occasioni. Dopo questa uscita a vuoto di Ranieri, che sembra ricordare quasi quella di Zenga a Italia 90’, indubbiamente si sono aperte ulteriori crepe tra il tecnico e la società e di cui il futuro adesso rimane incerto così come rimarrà ancora più incerto il piazzamento finale in classifica della Roma la quale non gioverà sicuramente delle dichiarazioni di Ranieri. Alessandro Martini
