L’Inter di Cristian Chivu si trova in una fase della stagione dove ambizioni e fragilità convivono in modo evidente. Da una parte, i nerazzurri hanno dimostrato di poter dominare il campionato con qualità e organizzazione, dall’altra emergono limiti che rischiano di compromettere la corsa scudetto. Uno dei temi più discussi è proprio l’inesperienza di Chivu, che pur conoscendo l’ambiente interista e avendo idee tattiche interessanti, da l’ impressione di non saper gestione i momenti di pressione. Le scelte nei big match, i cambi nei momenti chiave e la lettura delle partite più difficili sono aspetti in cui si intravede ancora la sua inesperienza. Questo limite si riflette soprattutto nei cali di concentrazione della squadra, facendo alternare prestazioni brillanti a passaggi a vuoto difficili da spiegare per una rosa di questo livello. Ed è proprio in queste incertezze che si inseriscono le rivali: il Milan e il Napoli restano pienamente in corsa, pronti ad approfittare di ogni passo falso. Il Milan ha dimostrato solidità e cinismo, caratteristiche fondamentali nelle fasi decisive del campionato, grazie anche a Massimiliano Allegri, uno degli allenatori più bravi in queste situazioni, il Napoli conta sul rientro di tutti i suoi big. Entrambe le squadre hanno l’esperienza e la mentalità per reggere la pressione, qualità che in una corsa scudetto possono fare la differenza.
Per l’Inter il rischio di perdere il titolo è tutt’altro che teorico. Servirà una svolta immediata, sia dal punto di vista mentale che gestionale. La qualità non manca, così come la profondità della rosa, ma per vincere non basta essere i più forti sulla carta: serve continuità, esperienza e freddezza.
Pietro Malacrinò
