COMOLLI COME I DILETTANTI (SE NON PEGGIO)
Sarebbe bello se fosse lui, perché allora potremmo parlare di una storia di pentimento costellata da un’impressionante sequenza di errori. Sto parlando di Randal Kolo Muani, sedotto e abbandonato la scorsa estate da Comolli con una strategia degna di un dilettante, e con la superficialità tipica di chi dovrebbe essere un dirigente esperto. I fatti parlano chiaro: Comolli corteggia il francese volante per mesi, promettendogli che la Juventus punta su di lui e che il prestito si sarebbe trasformato in acquisto a titolo definitivo. Kolo Muani ci crede, aspetta paziente sulla riva del fiume, sperando che il battello bianconero arrivi in tempo. Ma i mesi passano e si arriva a fine agosto. Il Paris Saint-Germain, stanco di un’attesa interminabile e irritato dal pressapochismo della Juventus, alza il prezzo a livelli stratosferici, respinge ogni tentativo di mediazione e alla fine cede Randal in prestito… ma senza chiacchiere, senza teatrini. A spuntarla è il Tottenham, lo stesso club che lo aveva seguito a dicembre, quando Kolo Muani aveva scelto la Juve con entusiasmo da bambino davanti al suo giocattolo preferito. In preda alla disperazione e con il budget attaccante ridotto all’osso, Comolli si rivolge allora al Lipsia e strappa Openda in prestito con diritto di riscatto che diventa obbligo a condizioni agevolate (che affarone! Anche ieri imbarazzante, ma sono dettagli… d’altronde anche lui, come David, va aspettato, certo…). Una soluzione che, al di là delle caratteristiche diverse dei due giocatori, mostra un’amministrazione approssimativa e un’assenza totale di visione: Tudor aveva chiesto a gran voce Randal e voleva uno specialista con qualità diverse, ma Comolli ha scelto una soluzione di ripiego che avrebbe finito per minare i rapporti interni. Il risultato? Al primo soffio di vento, la sconfitta interna contro la Lazio, Tudor paga con l’esonero. Voto a Comolli: 4. E siamo generosi. Una decisione che ha condizionato l’intera stagione, al punto che oggi tutti si chiedono: “Cosa sarebbe successo se Spalletti avesse avuto la Juventus già pronta dal ritiro estivo?” La risposta è semplice: avrebbe lottato per lo scudetto fin dall’inizio, evitando ritardi, confusione e incomprensioni. Ci sono errori che paghi a caro prezzo, e qui ne abbiamo visti di gravissimi, su scelte apparentemente semplici. Quando Comolli ripete che “questo club ha il DNA vincente e presto bisognerà tornare a collezionare trofei”, dovrebbe ricordarsi di parlare prima alla propria segreteria telefonica. E ricordarsene, alzando l’audio, quando commette errori gravi, non all’altezza delle ambizioni Juve.
