Cristian Chivu ha parlato in conferenza alla vigilia della sfida contro l’Arsenal: “Affrontiamo la squadra più forte d’Europa insieme al Bayern – spiega l’allenatore dell’Inter – ma da un paio di mesi ci siamo abituati ad affrontare tutte le partite allo stesso modo. Una alla volta. Una società come la nostra non deve mai avere cali di tensione e deve dare sempre il massimo, a prescindere dall’avversario. Certamente vogliamo restare tra le prime 8 per andare subito al turno successivo, per sfatare il tabù di cui tanto si parla. Servono coraggio e attenzione per vincere. Sbagliare il meno possibile è la chiave in certe serate. Dobbiamo comportarci con responsabilità in tutte le situazioni, anche tenendo conto del valore degli avversari. L’Arsenal è molto forte sui calci piazzati ma anche loro forse sono preoccupati perché di gol ne facciamo anche noi in questo modo. Arteta? È un allenatore giovane ma sufficientemente esperto e ambizioso. Lo ammiro per l’identità che ha trasmesso alla sua squadra. Cerco di imparare qualcosa da lui, come da tutti i colleghi bravi. Loro controllano il gioco, verticalizzano, ripartono, segnano sulle seconde palle. La verità è che bisogna essere molto maturi per evitare che ci facciano male. Lautaro ha saltato l’allenamento ieri? È stata solo precauzione. Sta bene. Ha segnato 11 gol senza tirare i rigori e potevano essere di più. Da un po’ di tempo sta facendo un lavoro molto completo, perché gioca di più con la squadra. Si diverte e ci dà una mano anche nella fase difensiva, con quella cattiveria agonistica che obbliga i difensori a giocare sotto pressione. Thuram? Marcus ha dimostrato sempre di essere uno dei più forti attaccanti in circolazione. Ha qualità e caratteristiche per essere tra i migliori dieci d’Europa. Non vedo problemi se va in panchina. Anzi è migliorato nell’efficienza e può crescere ancora: lo sa. Dumfries è ancora fuori, non ha recuperato. Quelli di Udine sono a disposizione anche oggi, come Darmian. Calhanoglu non c’è ancora. Pepo Martinez è tornato, Palacios ha fatto qualcosina col gruppo”.
Poi ha aggiunto: “Cosa bisogna fare contro squadre come Atletico, Liverpool e Arsenal? Vincere. Essere competitiva, fiduciosa, coraggiosa e attenta. Si gioca sui dettagli, non bisogna fare errori. Bisogna saper leggere i momenti. Polemiche su Thuram? E’ uno dei nostri quattro, uno dei più forti in circolazione. Lo ha dimostrato sempre. Non vedo i problemi. Abbiamo mollato Lautaro, ora iniziamo con lui… Una panchina ci può stare.Per noi e per il calcio mondiale è un giocatore importante. Ha caratteristiche che possono farlo essere tra i migliori 10 al mondo”.
Ai canali ufficiali della UEFA ha detto: “Questo club mi è rimasto nel cuore per le grandi cose che abbiamo fatto e per i trofei vinti in passato, ma anche come stile di vita. Quando vivi e lavori in una città come questa e in un club come questo, ti entra dentro, diventa una parte di te ed è molto difficile lasciarlo andare. Ora ho questa nuova, grande responsabilità come allenatore della prima squadra e sono felice. Sono felice di essere ancora parte di questo club dopo 18 anni. Mi riempie d’orgoglio, perché non è mai nulla di scontato. Ho sempre apprezzato ciò che l’Inter ha costruito negli anni e quello che è riuscita a ottenere. Non ho mai voluto rivoluzionare tutto, ho solo voluto aggiungere qualcosa di nuovo, e continuo a farlo, ma la squadra aveva già un’identità. Forse ci manca ancora qualcosa per raggiungere determinati obiettivi e stiamo cercando di colmare queste lacune, preservando però la nostra identità. Allo stesso tempo vogliamo inserire i giovani e i nuovi acquisti, che devono arrivare rapidamente al livello dei compagni, capire la nostra identità, le soluzioni e il percorso da seguire”.
