Il mercato della Roma entra nel vivo: l’obiettivo principale per l’attacco resta Malen. I contatti con l’Aston Villa hanno registrato un’apertura totale, sia sulla formula – prestito con diritto di riscatto – sia sulla volontà del calciatore. È un profilo ritenuto ideale per il calcio di Gasperini: attaccante pronto, strutturato, con caratteristiche precise e immediatamente spendibili. La Roma ha individuato il nome, lo ha promosso e ora lavora per chiudere gli incastri nelle prossime ore. In parallelo resta viva la pista Robinio Vaz, classe 2007 dell’Olympique Marsiglia. Un’operazione che nasce più da esigenze di bilancio del club francese che da una reale centralità tecnica del ragazzo nel progetto di De Zerbi. Il talento non è in discussione, ma la Roma è chiara: un 2007 può essere un investimento, non la risposta principale ai bisogni offensivi. L’operazione, impostata su una cifra tra i 25 e i 27 milioni, può andare avanti solo come colpo complementare, non alternativo. Capitolo Raspadori: la Roma ha aspettato, ha parlato, ha mantenuto i contatti fino a ieri sera, ma a un certo punto potrebbe decidere di voltare pagina. E farebbe bene. Perché l’atteggiamento del giocatore è stato tutt’altro che convincente: quasi un mese di riflessioni (manco lo avesse chiamato il Policoro), aperture mai seguite da scelte, continui rinvii legati ad altre operazioni e ad altri club. Un atteggiamento che sta incominciando ad irritare anche l’Atletico Madrid. Raspadori è un buon attaccante, nulla di più. Non è un profilo tale da giustificare attese infinite, né tantomeno da bloccare strategie e alternative. La Roma lo ha capito e potrebbe decidere di non farsi più portare a spasso. Sul Napoli non abbiamo grandi riscontri: nel senso che il gradimento per Raspadori è reale ma deve essere necessariamente accompagnato da un’uscita (Lucca), che tra l’altro non sembra convinto di trasferirsi all’estero. Quindi è una situazione in stand-by e per il momento lontana da qualsiasi tipo di svolta.
