La FIFA avrebbe esercitato pressioni sistematiche su diversi club europei — tra cui alcune società italiane — affinché rispettassero i pagamenti verso club russi, ignorando le sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina. È quanto emerge da un’inchiesta internazionale condotta da Follow The Money, piattaforma olandese di giornalismo investigativo, riportata dal settimanale L’Espresso.
Secondo l’indagine, l’ente di Zurigo avrebbe imposto il pagamento immediato delle rate ancora dovute per trasferimenti di calciatori verso club russi, minacciando gravi conseguenze sportive ed economiche in caso di inadempienza. Il tutto, senza considerare i blocchi bancari e le restrizioni legislative introdotte dai governi nazionali.
Sono otto i casi analizzati, che riguardano società europee sottoposte a forti pressioni: tre italiane — Udinese, Atalanta e Salernitana — e una israeliana. Altri cinque casi coinvolgono club europei creditori di società russe, tra cui il Benevento. Il messaggio della FIFA sarebbe stato chiaro: saldare entro 45 giorni o incorrere in un blocco del mercato di 18 mesi, con divieto di tesserare nuovi calciatori. Una linea che di fatto mette a rischio l’efficacia delle sanzioni internazionali, costringendo i club a scegliere tra penalizzazioni sportive e violazioni delle norme nazionali ed europee.
Un esempio emblematico è quello del West Ham. Il 31 marzo 2023 la FIFA ha concesso al club inglese 45 giorni per versare 26 milioni di euro legati al trasferimento dell’attaccante croato Nikola Vlasić. In caso contrario, sarebbe scattato il divieto di tesseramento, mettendo a rischio la competitività del club proprio durante la corsa alla Conference League.
L’accordo per Vlasić risaliva al 2021, firmato con il Cska Mosca prima dell’invasione dell’Ucraina. Dopo lo scoppio del conflitto, però, il club russo, il suo management e le banche di riferimento sono stati colpiti da sanzioni. Il West Ham, davanti al tribunale FIFA, ha invocato la forza maggiore, sostenendo che procedere ai pagamenti avrebbe costituito un reato secondo la legge britannica. La FIFA ha respinto l’argomento, affermando che l’autonomia dell’ordinamento sportivo dovesse prevalere sulle leggi statali, lasciando i club intrappolati tra rischio di squalifiche e procedimenti penali.
In Italia, la vicenda più delicata ha coinvolto l’Atalanta. Nell’agosto 2020 il club bergamasco aveva acquistato Aleksey Miranchuk dalla Lokomotiv Mosca per 14,5 milioni di euro, da corrispondere in cinque rate. Le prime tre sono state regolarmente pagate, mentre la quarta, pari a 2,8 milioni e in scadenza nell’aprile 2022, è stata bloccata.
La società guidata dalla famiglia Percassi ha spiegato di non poter procedere al pagamento, poiché il proprietario della Lokomotiv, le Ferrovie Russe, era sanzionato dall’UE e le banche russe escluse dal circuito Swift. I legali del club moscovita hanno però replicato che la Lokomotiv non figurava tra i soggetti sanzionati né dall’Ue né dalla FIFA, indicando canali alternativi come Raiffeisen Bank o Gazprombank.
Il giudice unico della FIFA ha stabilito che le sanzioni non annullano il debito, condannando l’Atalanta a saldare l’importo entro 45 giorni, con interessi al 5%.
Scenario simile per l’Udinese, coinvolta nell’acquisto di Jaka Bijol dal Cska Mosca nell’estate 2022. I friulani non hanno versato i quattro milioni dovuti, sostenendo che il club russo e il suo azionista di maggioranza, la banca Veb, fossero sottoposti a sanzioni.
Per convincere l’Udinese a pagare, il Cska ha citato un presunto accordo trilaterale con Salernitana e il club cileno Unión Española. Secondo la versione russa, la Salernitana sarebbe riuscita a trasferire fondi tramite la banca Fideuram, e il Cska avrebbe suggerito all’Udinese di aprire un conto presso lo stesso istituto, offrendo assistenza. Il club friulano ha rifiutato, non volendo correre il rischio di aggirare le sanzioni internazionali. Nonostante ciò, la FIFA ha dato nuovamente ragione al club russo, condannando l’Udinese.
La FIFA ha mantenuto la stessa linea anche quando i ruoli erano invertiti. Il 22 novembre 2022 il tribunale ha esaminato la controversia tra il Benevento e il Rubin Kazan per il trasferimento di Montassar Talbi. Il club russo non aveva pagato una rata da 650 mila euro, giustificandosi con le sanzioni bancarie. Anche in questo caso, la FIFA ha respinto la difesa, ribadendo che le sanzioni non cancellano i debiti contrattuali.
Un cambio di prospettiva è arrivato nel maggio 2025, quando il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha accolto il ricorso del West Ham. Il TAS ha stabilito che il pagamento fosse oggettivamente impossibile e che i canali alternativi suggeriti dalla FIFA configurassero un tentativo improprio di aggirare le sanzioni. Di conseguenza, l’obbligo di pagamento è stato sospeso fino alla revoca delle misure governative.
Nonostante questa pronuncia, la FIFA non ha modificato la propria impostazione. Oggi, mentre il West Ham ha ottenuto una vittoria sul piano giuridico, molti altri club — tra cui il Basilea e diverse società italiane — hanno comunque deciso di pagare, per evitare il blocco del mercato, cedendo a quella che osservatori e media descrivono come una forma di “ricatto sportivo”.
