“Quando non si può vincere, almeno non si deve perdere”: una delle massime di Massimiliano Allegri ben sintetizza il pareggio del Milan contro il Genoa. Un risultato che non fa felice i tifosi, ma quantomeno mantiene il Diavolo in striscia positiva: 17 partite consecutive senza sconfitta. Ai punti, Modric e compagni avrebbero meritato qualcosa in più, ma contro una squadra tosta come quella schierata da De Rossi si è sentita la condizione fisica non ottimale di molti big, con la brillantezza mancante nei momenti decisivi della gara. Lecito aspettarsi un gioco migliore da Allegri. Nonostante il gol subito da Colombo al 35’ del primo tempo, il Milan resta la terza difesa meno perforata del campionato (14 reti subite, dietro solo a Como e Roma con 12). Considerata la partenza, il dato è straordinario, ma non deve ingannare: Allegri alterna solo quattro giocatori su tre ruoli e servirebbe un elemento con caratteristiche diverse rispetto a Gabbia, Pavlovic, Tomori e De Winter. Contro il Genoa certi limiti sono emersi chiaramente: la condizione fisica non ottimale di Gabbia, un Tomori troppo umorale e segnali di calo da parte di Saelemakers, protagonista fin qui di una stagione importante, hanno pesato sulla manovra. Anche senza impegni europei, non si possono affrontare tutte le partite con lo stesso ritmo. Se l’operazione Fullkrug ha dimostrato l’intuito di Tare, ora serve riflettere e pianificare nuovi rinforzi per Allegri. Con o senza le cessioni di Loftus-Cheek e Nkunku, le priorità sono chiare: un difensore fisicamente forte, esperto e motivato (ribadiamo che Gatti è pura fantascienza). L’altro obiettivo è un quinto che possa giocare sia a destra che a sinistra. Il tempo c’è, e sarebbe un peccato non cogliere i segnali giusti: il Milan ha bisogno di allungare la rosa per mantenere questo ritmo da scudetto.
