Da una parte le dichiarazioni di circostanza, dall’altra una ricerca concreta e silenziosa. L’Inter si muove su due binari paralleli: ufficialmente va tutto bene così, ufficiosamente la corsia di destra è diventata una priorità assoluta. Ma parlarne apertamente, in questo momento, sarebbe solo controproducente. Lo sanno bene in viale della Liberazione, dove il mercato viene affrontato a fari spenti per due ragioni ben precise: il finale della vicenda Cancelo è ancora una ferita aperta e, soprattutto, nessuno può escludere che anche la prossima trattativa possa prendere una piega inattesa. Meglio dunque restare sotto traccia, evitare esposizioni inutili e far filtrare una linea rassicurante: “Siamo a posto così”. Una versione che però si scontra con la realtà dei fatti. L’Inter è perfettamente consapevole che sulla destra serva un rinforzo. Darmian, per una serie di motivi fisici e tattici, non può più essere considerato una soluzione credibile a tutta fascia e l’idea di dover affrontare un’eventuale assenza di Luis Henrique fa tremare i polsi. In quel caso, i problemi sarebbero seri. Per questo motivo il club nerazzurro ha avviato da tempo una ricerca mirata di un’alternativa sulla corsia destra. Una ricerca che, almeno per ora, non guarda all’Italia: i profili seguiti da Ausilio e Baccin arrivano dall’estero. L’obiettivo è chiaro: un esterno offensivo, capace di adattarsi al ruolo di quinto nel sistema di gioco. C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: l’urgenza. Al Tardini i primi segnali sono stati evidenti. Luis Henrique, alla nona partita consecutiva, è apparso visibilmente affaticato. Una sensazione confermata dallo stesso Chivu in conferenza stampa, che ha anticipato la domanda dei cronisti ammettendo senza giri di parole: “Sì, era molto stanco”. Qualcosa va fatto, e all’Inter lo sanno. Nelle ultime 48 ore sono emerse un paio di idee, ma tutto procede nel massimo riserbo. Anche perché il recente passato ha lasciato strascichi pesanti: i casi Lookman, Koné e Cancelo hanno generato aspettative poi tradotte in delusione, alimentando il malumore di una tifoseria stanca di vedere trattative partire con entusiasmo e spegnersi allo stesso modo. E allora la linea è chiara: muoversi in sordina, negare pubblicamente qualsiasi necessità, mentre internamente la conclusione è già stata raggiunta. Serve un esterno destro. E serve il prima possibile.
