Dopo anni in chiaroscuro, Nicolò Zaniolo sembra finalmente tornato incisivo e decisivo. Cresciuto nei settori giovanili di Fiorentina, Virtus Entella e Inter, il classe 1999 ha trovato ad Udine un ambiente sereno, con pressioni minori e un contesto di professionisti, che potrebbe segnare il vero turning point della sua carriera. L’annata giusta per la rinascita è arrivata: il 2026, anno dei Mondiali in cui l’Italia punta a tornare dopo 12 anni di assenza, potrebbe essere il palcoscenico ideale per confermare il suo talento. A Udine, Zaniolo sta mostrando il suo valore. L’Udinese ha creduto in lui, prelevandolo in prestito con diritto di riscatto dal Galatasaray, dopo un periodo deludente alla Fiorentina, e affidandogli la storica maglia numero 10, un’eredità di Antonio Di Natale. Sul campo, il centrocampista italiano ha disputato 19 partite fra Serie A e Coppa Italia per un totale di 1.299 minuti, segnando sei reti (cinque in campionato) e fornendo un assist. Un bottino che potrebbe portarlo a raggiungere la prima doppia cifra della sua carriera fra i professionisti. La fiducia della società è totale: Zaniolo è destinato a diventare un giocatore dell’Udinese dal prossimo 1° luglio. Il prestito oneroso ammonta a 3 milioni di euro, con diritto di riscatto attivabile in due modalità: 5 milioni con il 50% sulla futura rivendita da riconoscere al Galatasaray, oppure 10 milioni senza clausole aggiuntive. Più che un “se”, si tratta di un “quando” e “come”: i friulani riconoscono le immense qualità di Zaniolo e sono pronti a blindarlo. Dopo il gol decisivo nella vittoria della Conference League con la Roma, sembrava che Zaniolo si fosse arenato, frenato da problemi fisici e da esperienze altalenanti con Aston Villa, Atalanta e Fiorentina. Nei soli sei mesi a Udine, ha già eguagliato quanto realizzato negli ultimi due anni e mezzo: un vero riscatto. Il merito va anche a Runjaic, che lo impiega in un ruolo centrale nel 3-5-2 friulano, da vero numero 10 avanzato, spesso affiancato a compagni più strutturati come Bayo o Davis. Zaniolo lega il reparto, protegge il pallone, si fa cercare dai compagni e si inserisce creando spazi nella difesa avversaria. La sua heatmap parla chiaro: tutto campo, con preferenza per il centrodestra dove sfodera il suo letale mancino.
