La fine del mondo, ormai, è leggere ogni giorno titoli su Gasperini arrabbiato, Massara in ritardo, Raspadori in bilico e una Roma descritta come in alto mare. In fondo era prevedibile che si aprisse il solito dibattito tutto italiano su “chi ha colpa”, “chi deve correre” e sondaggi del tipo “Massara è affidabile o no?”. Una perdita di tempo.
Gasperini vuole giocatori pronti, subito. Non scommesse, non profili da scoprire tra sei mesi. Se non arrivano, se non vengono garantite certezze e concretezza, non è un dramma: è semplicemente lavoro da fare. Se così non fosse, Trigoria sarebbe un cantiere infinito e non una squadra che prova a costruire risultati. Massara si è concesso un’estate di eccessiva tranquillità: qualche trattativa sfumata, qualche rinforzo arrivato tardi. “Ci penseremo a gennaio” è diventata una formula magica, e ora gennaio è il vero banco di prova. Il senso è questo: nulla di drammatico, ma l’ennesima conferma che senza efficienza sul mercato si fatica. Ci sono direttori sportivi che parlano e altri che fanno i fatti. Se Massara avesse anticipato e realizzato ciò che Gasperini chiedeva in estate, alcune partite perse — episodi a parte — sarebbero state diverse. Nell’ordine: la Roma si è fatta sfuggire Fabio Silva, si è fatta superare dal Benfica per Rios, ha seguito fino all’ultimo giorno Sancho senza una soluzione pronta, non ha costruito un attacco secondo le priorità di Gasperini. Il risultato è che l’allenatore si è trovato a lavorare senza le certezze minime. Eppure, qui ognuno fa un po’ come gli pare. Purtroppo questo mestiere, oggi, è profondamente segnato da chi fa molto più di quello che dovrebbe. Il fatto che Gasperini non sia intervenuto dopo Roma-Lecce può voler dire tutto oppure niente. Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma non si possono trasformare interpretazioni personali in presunte notizie da dare in pasto alla gente. Si parla di rapporti tesi tra Gasperini e Massara, di un Gasperini pronto alle dimissioni: voci totalmente lontane dalla realtà. Fantasie utili solo a chi deve riempire uno spazio e, in qualche modo, un tema lo deve trovare. La realtà è molto più semplice: Gasperini vuole rinforzi e Massara, come è normale che sia, deve accontentarlo. Deve passare dalle chiacchiere raccontate da agosto ai fatti concreti che ora ci si aspetta e che Gasperini si aspetta di vedere a gennaio. Anche perché Gasperini sta quasi giocandosi lo scudetto senza un attaccante vero e senza una rosa costruita secondo le sue idee.
Il primo punto è proprio l’attaccante. È stato chiesto Raspadori: benissimo, non si deve tentennare. Magari c’è un intoppo e si passa al piano B? È del tutto sbagliato. Bisogna seguire una strada e percorrerla fino in fondo, ascoltando l’allenatore. Anche perché i piani B, in estate, hanno già mostrato tutti i loro limiti: un mese dietro a Rios, saltato; dieci giorni dietro a Sancho, saltato; e così via. Quando una stagione è normale, è sempre meglio collezionare fatti piuttosto che parole senza senso. Ci sono allenatori che parlano e altri che fanno. Gasperini è tra quelli che fanno: ha indicato Zirkzee, Raspadori, ha chiesto rinforzi immediati e concreti. Il resto passerà dalle manovre di gennaio. Ma sia chiaro: nessuna crisi interna, nessuna strage. Solo la necessità, ora più che mai, di trasformare le intenzioni in fatti.
