La sconfitta contro il Napoli non è stata una semplice battuta d’arresto: è stata l’istantanea impietosa di un Milan che continua a navigare a vista, tra limiti tecnici evidenti e scelte di mercato che gridano vendetta. Non bastano le parole di circostanza, né i tentativi di salvare la faccia: il Milan di oggi, al netto del blasone, sembra un cantiere aperto senza capocantiere. La stagione, tolto l’orgoglio del campionato, è un flop quasi totale: eliminazioni precoci in Coppa Italia e Supercoppa Italiana, con prestazioni che oscillano tra il mediocre e l’imbarazzante. La squadra appare priva di elettricità, molle, in balia degli eventi, senza la minima capacità di reagire quando serve. Insomma, un Milan in apnea. Allegri si trova in una situazione spinosa: la coperta è corta, e da metà campo in su i segnali sono sconfortanti, mentre dietro la difesa sembra una porta aperta, costantemente punita per due gol a partita. E questo è il problema più urgente da risolvere, perché senza solidità non c’è gioco, tattica o magia che tenga. Il mercato estivo? Bocciato senza appello. De Winter, costato 20 milioni di euro, ha mostrato sin qui un rendimento a tratti impresentabile, impallidendo di fronte a Hojlund, l’attaccante che il Milan aveva inseguito prima di puntare su Nkunku. La beffa è doppia: Nkunku non è un vero numero nove, e Hojlund continua a segnare come se nulla fosse, ricordando al Milan quello che poteva essere e non è stato. Se gli attaccanti fossero stati invertiti, forse oggi staremmo parlando di un’altra squadra. Fullkrug? È quel che passa il convento. Un tentativo lontano dall’essere una certezza, soprattutto considerando i dubbi sulle condizioni fisiche. E il reparto difensivo non scherza: servirebbe un rinforzo vero, un titolare di livello, non un comprimario con la speranza che “faccia il suo lavoro”. E poi c’è il capitolo Perth: Milan-Como si giocherà in Australia, con arbitri asiatici. Sì, avete letto bene. Ma che senso ha? È il calcio globale che strizza l’occhio all’ennesima trovata di marketing o un modo subdolo per complicare la vita ai giocatori? Probabilmente entrambe le cose, ma il risultato è la stessa: una domanda enorme rimasta senza risposta. Il Milan oggi è una squadra incompleta, con un allenatore che fa quel che può, ma con una rosa costruita male e un mercato estivo che, alla luce dei fatti, ha preso più calci che applausi. Allegri ha bisogno di rinforzi, e non di comprimari o tentativi di emergenza. La strada verso un vero rilancio passa da decisioni coraggiose e da una riflessione seria sulle priorità: o si interviene subito, o rischiamo che il “grande Milan” diventi solo un ricordo nostalgico.
