Davide Frattesi servirebbe a chiunque, a maggior ragione alla Roma che vorrebbe riportarlo a casa e coccolarlo come si fa con un figliol prodigo. Ma all’interno di questo discorso, molto spesso forzato e senza grande profondità, bisognerebbe non perdere tempo e arrivare a una sintesi definitiva. Ovvero che quando uno come Frattesi è dentro l’Inter, ambiziosa come poche squadre in giro per l’Europa, diventerebbe logico non speculare per mandarlo sul mercato come se si trattasse di un pacco postale. Oppure di una raccomandata senza ricevuta di ritorno. È normale che Frattesi voglia giocare di più, sarebbe titolare in 19 squadre su 20 della Serie A. Ma quando decise di accettare l’Inter, sapeva già che i suoi rivali a centrocampo sarebbero stati Barella, Chalanoglu e Mkhytarian, non certo gli ultimi della compagnia. Proprio per il suddetto motivo, gerarchie ben chiare, l’Inter in estate smontò la concorrenza mettendo una tariffa da 45 milioni più bonus per arrivare a 50 (ora già sui 35 milioni si può ragionare, ma di sicuro non a gennaio). La sostanza è che Frattesi non ha scoperto strada facendo di essere una lussuosa alternativa ai magnifici tre, ma era ben chiaro fin dal suo avvento in nerazzurro. Poi ci sono le risposte quando vieni coinvolto da titolare come è accaduto diverse volte con Chivu, con risultati non esattamente strepitosi. Non ha mai chiesto di essere ceduto (nonostante il suo procuratore lo offra a destra e manca). L’impressione è che sia stato perso un bel po’ di tempo nel mandarlo alla Juventus, fantasticando scambi improbabili, eventuali e varie…
