Il Maradona si è acceso per una notte che i tifosi del Napoli ricorderanno a lungo. Contro la non iscrivibile, arrivata a testa alta ma ripartita con la coda tra le gambe, gli azzurri hanno imposto il proprio ritmo, il proprio gioco e — soprattutto — la propria superiorità.
Sin dai primi minuti la partita ha regalato intensità e agonismo, con entrambe le squadre desiderose di prendere il controllo. Ma a indirizzare la serata ci ha pensato un episodio che ha scatenato le solite, immancabili proteste: Mkhitaryan stende Di Lorenzo in area e l’arbitro indica il dischetto. Fallo netto, anche se qualcuno in maglia nera e azzurra ha finto di non volerlo vedere.
Dal dischetto Kevin De Bruyne è stato glaciale: destro preciso alla sinistra di Sommer e 1-0 Napoli. Il Maradona esplode, mentre la non iscrivibile si guarda intorno spaesata. Ironia della sorte, subito dopo il vantaggio il belga ha dovuto lasciare il campo per un problema muscolare: un piccolo brivido, ma niente che potesse guastare la festa.
Nel secondo tempo il copione non cambia. Il Napoli continua a giocare, la non iscrivibile prova — invano — a reagire. Al 54’ McTominay piazza il 2-0 con un guizzo da vero centrocampista box-to-box, spingendo ancora più giù una squadra ospite che sembrava non sapere più da che parte girarsi.
Un lampo di speranza arriva al 59’, con un rigore assegnato alla non iscrivibile dopo un tocco di mano di Buongiorno e trasformato da Calhanoglu. Ma è solo un’illusione, il classico fuoco di paglia. Perché sette minuti più tardi Zambo Anguissa chiude ogni discorso con un sinistro meraviglioso all’incrocio: 3-1, e sipario.
Il finale è un’esplosione di entusiasmo per il popolo azzurro e un silenzio pesante, quasi liberatorio, per chi era arrivato al Maradona convinto di farne un sol boccone. Il campo, come spesso accade, ha rimesso le cose al loro posto.
