Ormai non possiamo più nasconderci ne tanto meno fare gli ipocriti.Se Tavecchio ha rovinato il calcio dilettantistico con la penosa imposizione sugli under, il resto è un effetto domino pericoloso per il calcio dilettante.La rissa sfiorata a Mugnano di Napoli a margine della partita Frattese-Sarnese tra alcuni tifosi della Sarnese e i genitori di alcuni calciatori è lo specchio fedele di una situazione ormai diventata insostenibile.Purtroppo i calciatori, soprattutto under, hanno bisogno del sostegno dei genitori perché sono in mano a procuratori delinquenti ed è giusto che i genitori guardino da vicino le faccende dei propri figli.Qui è il gatto che si morde la coda perché i genitori non si limitano a fare i genitori ma diventano procuratori, ultras, tifosi, allenatori, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.Ormai siamo all’anno zero, il vaso è traboccato tracimando nell’incompetenza ma anche nella maleducazione.Sia chiaro che questo non va generalizzato, ci sono tanti genitori brave persone che con educazione e perbenismo guardano le partite e le attività dei propri figli nella maniera giusta ma ce ne sono altri molto pericolosi capaci di essere un danno per i propri figlioli.La situazione è ormai scappata dal controllo del calcio dilettante e del settore giovanile.Si assiste ad uno scenario indegno durante gli allenamenti con genitori che danno consigli tecnici e tattici ai propri figli, che urlano contro gli arbitri avversari, contro gli allenatori che non fanno giocare i propri familiari, contro dirigenti accusati di favorire quello e quell’altro e in qualche circostanza si assiste anche a delle madri che offrono il proprio corpo pur di far giocare i propri figli.Sappiamo di essere duri in questa nota ma veniteci a dire che non si tratta della verità, che non si tratta di una realtà di cui nessuno ama parlare. Il calcio dilettanti e giovanile è un mercimonio, una pericolosa giungla nella quale c’è di tutto e di più.Nel mirino poi vanno a finire anche i giornalisti non compiacenti, procuratori onesti e arbitri che richiamano o ufficialmente o ufficiosamente i figli scostumati e maleducati.Usano Facebook per sfogare i loro pensieri, contattano persone che possono piazzare i propri figli e soprattutto sono quelli che si mettono ad urlare o a blaterare dagli spalti.Questo è un aspetto molto negativo del calcio e purtroppo oggi si vedono sui campi di periferia più genitori che tifosi.Bisogna riflettere su questo e mettere fine a questa piaga. Sergio Vessicchio
