Longo e in alto Papagni
Due partite e due vittorie quelle di Papagni sulla panchina della Cavese eppure il tecnico caro ai tifosi metelliani è già in crisi. Reggio Calabria in trasferta e Noto in casa due vittorie che hanno a sorpresa però fatto salire il neo allenatore sul banco degli imputati. Sulla Reggina la vittoria è stata netta e meritata mentre contro il Noto la squadra ha sofferto più del dovuto. I siciliani hanno duramente contestato l’arbitro per un rigore contro regalato alla Cavese e recriminano per una serie di episodi che non vanno giù tra cui un palo netto. La Cavese non ha più gioco, non si presenta armonica e il lavoro di Emilio Longo rischia di essere vanificato. Peraltro la squadra è tornata al primo posto con due punti sulla seconda e 4 sulla terza ma questo non serve a placare i malumori all’interno della dirigenza. Il presidente della Cavese rivorrebbe Longo sulla panchina e la notizia trapela da voci di corridoio e trova conferma anche se non ufficialmente dall’entourage aquilotto. La situazione rosea attuale non farebbe pensare ad una repentina crisi, due vittorie e primato ma al presidente non va giù il passo indietro fatto sul piano del gioco. I 43 punti fatti da Longo sono un traguardo irraggiungibile matematicamente dal neo allenatore e il record di vittorie in trasferta della gestione Longo è difficile batterlo. E’ noto che il presidente e numero 1 del club Campitiello non voleva esonerare Longo e la pressione della piazza ha giocato un ruolo determinante nell’avvicendamento sulla panca che fu di Viciani e Santin. La trasferta di Vallo della Lucania dirà già qualcosa ma nel Cilento i metelliani troveranno vita durissima e una squadra che venderà cara la pelle perchè ha bisogno di punti per la salvezza e peraltro è anche in crescita sotto l’aspetto del gioco. Sembra un eresia che un allenatore subentrato a punteggio pieno con il primato in classifica possa rischiare il posto ma è stato anche assurdo esonerare un allenatore al secondo posto con tutti i record a proprio favore nel campionato in atto. Sergio Vessicchio
