“Scrivetelo, questo successo è della banda di Capuano”.
Dopo il 4-0 rifilato al Tuttocuoio, esordisce così il tecnico dell’Arezzo, Eziolino Capuano, vagamente amareggiato in volto nonostante il netto successo dei suoi. Difficile capire il motivo di questa cupaggine, visibile nonostante il mister abbia ribadito più volte che non c’è nessun problema ma solo un pò di stanchezza per l’intenso periodo vissuto anche a causa del mercato. Qualche sassolino dalla scarpa, però, decide di toglierselo, seppur velatamente: “L’obiettivo è quello di rimanere in categoria, e lo era anche quando ero oggetto di attacco, tanto che io sempre detto che al netto e al lordo penalizzazioni l’Arezzo avrebbe mantenuto la categoria: ci credevo e ci continuo a credere anche se non è facile. Ma io sono un gran lavoratore, ho fatto tutto per l’Arezzo, ho costruito una squadra degna del popolo, un settore giovanile che ora sta brillando e non era esistito prima di adesso, ho lavorato anche per il giorno di Santo Stefano e fatto il pezzente con la Cremonese per portare Benedetti a un prezzo ragionevole, ho concluso di notte varie trattative, ho persino pulito i bagni: però a volte non bastano i risultati per aver riconoscenza, ma quello che ho fatto all’Arezzo rimarrà nella storia. Poi qualcuno può anche portarmi rancore perché ho svelato il budget a disposizione, ma non l’ho fatto in malafede perché il presidente è grande persona: chiaramente non ci si vuole autocelebrare, ho intorno anche uno staff che mi aiuta tantissimo e il mio “io” va inteso come un plurale maiestatis, ma questa è la soddisfazione di chi fa il mestiere”.
Sul gesto rivolto alla tribuna in occasione del 2-0: “Cosa significava? Che sono il numero uno, indiscusso”. Tanto che poi prosegue: “Senso di rivalsa? E con chi dovrei averlo? L’Arezzo finora sono stato io”.
Lapidario sul calciomercato, che ha riguardato anche la possibile partenza di Cori , oltre che un arrivo: “Il mercato finisce lunedì, e ho detto che mi sarei fatto gli applausi da solo. Manca ancora qualcosa e darò indicazioni ai nostri perché manca ancora qualcosa. So io cosa, ma dobbiamo vedere se riusciamo a farlo“.
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