Alessandro Lucarelli torna a parlare del suo Parma. Il capitano dei crociati si è raccontato in un’intervista video a Corriere TV. Un’intervista nella quale non risparmia Tavecchio. Ecco quanto riportato.
Come è il pane duro della Serie D?
“Il pane duro è duro. C’è tanto agonismo poi con noi fan tutti la partita della vita“.
Può capitare come a Chioggia che quando la palla esce rischia di cadere in acqua, giusto?
“Sì. Tra l’altro ho un aneddeto: prima della partita parlando con Alessandro Melli che fa le nostre telecronache gli dissi di prepararsi perchè il primo pallone che mi arrivava l’avrei buttato in mare. Poi non ci sono riuscito. In Serie D è un calcio più genuino, fuori dai grandi riflettori e dal business che c’è nelle categorie superiori. Lo stiamo riscoprendo quest’anno con tanto entusiasmo sia noi che i tifosi. Vengono in trasferta come si faceva una volta, vanno a mangiare poi vengono allo stadio e si divertono“.
Poi ci sono le partite in casa. Siete per abbonati la ventitreesima società a partire dalla Serie A.
“Facciamo due campionati, quando giochiamo in casa siamo in Serie A, quando giochiamo in trasferta siamo in Serie D“.
Facciamo due calcoli. Per partecipare a questa avventura, a quanti soldi ha rinunciato Alessandro Lucarelli?
“All’incirca in Serie D si guadagnano ventimila euro“.
Quindi diciamo almeno 50 volte in meno di uno stipendio in Serie A…
“Si, naturalmente gli ingaggi sono diversi. La mia non è stata una scelta di soldi o di carriera ma di cuore“.
E non è la prima volta che lo fai, nel 2004 scegliesti di scendere in Serie B con la Fiorentina…
“Era già cominciata la risalita in quel caso. Vincemmo lo spareggio col Perugia quell’anno, un piccolo contributo al ritorno della Viola in Serie A l’ho dato anche io“.
Melli ha definito Ghirardi uno Schettino, ha abbandonato la nave mentre affondava…
“Lui l’ha fatta affondare ed è scappato vendendo al primo che è capitato senza garanzie, l’ha preso a zero e ha lasciato pieno di debiti“.
Poi c’è Leonardi, un diesse, che esercita ancora a Latina dopo quello che è successo…
“Sì, questo è il calcio italiano. Dimostra quanto sia credibile questo sistema che consente ad una persona che sei mesi prima ha causato un danno pazzesco ad una società di andare a lavorare in un’altra società. Il signor Tavecchio dice che finché non c’è una sentenza del tribunale lui può lavorare tranquillamente, quindi prendiamo per buone le regole che ci sono no? Ed andiamo avanti così“.
Quanto è diverso questo nuovo Parma?
“Innanzitutto ci sono persone che hanno fatto la storia del Parma. C’è Scala, c’è Minotti, c’è Apolloni… persone che vogliono bene a questa società ed a questa piazza e quindi credo che non ci sia assolutamente il rischio che venga fatto il passo più lungo della gamba“.
Ermanno Marino
