L’esonero di Sasà Marra puzza di bruciato. Già perché non reggono le motivazioni snocciolate da Vertolomo, in diretta radio, inerenti allo scarso rendimento ottenuto dato che il trainer di Pianura ha raccolto 24 punti in 15 partite. Media da playoff che in un’ipotetica proiezione permetterebbe di chiudere intorno a quota 60. Numeri impietosi che danno ragione a Marra e torto alla società che stuzzicata sull’argomento, in occasione della conferenza, ha vuotato il sacco sulla reale causa dell’allontanamento: “In una società, come in qualsiasi azienda, ci sono delle gerarchie che vanno rispettate senza invadere il campo altrui– dice Vertolomo. – Vi erano differenti vedute su altri argomenti non riconducibili al campo”. Marra sembrerebbe aver pagato dunque il duro scontro con l’altro vertice rossoblu, Umberto Vangone, le frizioni scaturite da un mercato approssimativo, le pressioni portate dalla società per il raggiungimento di un obiettivo( I Playoff) con una squadra non all’altezza ed il tentativo da parte del trainer di Pianura di riportare in orbita rossoblu un ex dirigente del Potenza inviso all’attuate assett e alla piazza. Ciò che è scontato è che la società si prenderà tutte le responsabilità di una scelta ad ora azzardata e che rischia di far piombare il Potenza sempre più in basso ed in caduta libera, in una situazione ambientale già surreale di per sé e con la maggior parte del gruppo che già aveva sfiduciato Agovino una volta e che invece sembrava aver trovato la luce con Marra. Tocca ad Agovino ora far cambiare idea agli scettici.
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