Meglio due feriti che un morto, ma stavolta basterà? Roma e Milan si dividono così la posta in palio, anche se poi le squadre se la sono giocata e hanno provato anche a vincerla. Più per demeriti avversari che propri, con il Milan che ai punti avrebbe meritato forse qualcosa in più, non fosse altro per aver dominato in lungo e largo la ripresa. La Roma? Oramai è una lenta agonia, un supplizio che solo a Trigoria sembra non lasciar ferite. Dall’altra parte, invece, un Milan che dopo aver imbarcato acqua per oltre 20 minuti ha preso la partita in mano, dimostrando almeno maggiore voglia e cuore dei giallorossi. Alla fine decidono i gol di Rüdiger e Kucka, ma basteranno a salvare Garcia e Mihajlovic?
L’ANTONIO CHE NON TI ASPETTI — Garcia alla fine rinuncia a Salah e conferma Sadiq al centro dell’attacco giallorosso, Mihajlovic invece opta per un 4-4-2 con Luis Adriano che torna titolare per far coppia con Bacca. L’avvio è una boccata d’ossigeno per la Roma e un incubo assoluto per i rossoneri, con Romagnoli spaesato e Zapata approssimativo. Così la squadra di Mihajlovic si affaccia nella metà campo avversaria per la prima volta palla al piede dopo 4’57, ma soprattutto la Roma in 7 minuti costruisce tre palle gol nitide: dopo appena 20 secondi Sadiq si beffa di Romagnoli col destro e calcia di sinistro, ma Donnarumma gli dice di no; al 4′ Rüdiger completa il suo processo di crescita con il primo gol in giallorosso (piatto in corsa su punizione di Pjanic), mentre al 7′ è ancor a Sadiq a mandare a vuoto Romagnoli ed a regalare allo stesso Pjanic un pallone che il bosniaco maltratta. Sembra una gara a senso unico ed invece ai limiti del Milan strada facendo si aggiungono anche quelli giallorossi. Le squadre si allungano, gli spazi aumentano e la squadra di Mihajlovic alza il baricentro del gioco. Ma ad andare vicino al gol è ancora la Roma e ancora con Rüdiger che di testa (su angolo di Pjanic) colpisce la traversa (complice una parata d’istinto di Donnarumma). Allora il Milan cresce davvero e comincia anche a creare gioco. Bonaventura ci prova da fuori e sfrutta a dovere ad ogni occasione il mismatch con Florenzi, Bacca prova l’uno contro uno a campo aperto su Rüdiger (ok il tedesco in tackle) e poi mette paura a Szczesny in area, ma il polacco è bravo ad anticiparlo. Si va all’intervallo così, con l’impressione che le occasioni avute da entrambe le parti siano state più frutto della disorganizzazione avversaria che dell’inventiva e del gioco di ciascuna delle due squadre.

