La Gelbison con la nomina di Egidio Pirozzi come allenatore rischia seriamente la retrocessione in eccellenza. Un allenatore scarso e mediocre come Pirozzi dopo i numerosi trascorsi fallimentari collezionati in carriera di certo è la persona meno adatta a guidare una squadra blasonata come quella di Vallo della Lucania e i tifosi rossoblù di questo ne sono ben consapevoli. Pirozzi è un allenatore dai trascorsi fallimentari e con pochi sparuti successi in carriera. Ha sempre preteso squadroni da capogiro facendo sperperare fior fior di quattrini alle società ma capitalizzando poco o niente. Come verificato in passato la gestione del gruppo è un suo grosso limite. I giocatori una volta alle prese con i metodi di lavoro di Pirozzi e il suo fare presuntuoso non seguono l’allenatore tanto da innescare un clima rovente e spigoloso all’interno dello spogliatoio e durante le sedute d’allenamento. La presunzione di Pirozzi è di fatto uno dei limiti più grossi di questo tecnico ed è fuori dal comune. La povertà tecnico tattica infine fa da contorno ai suoi allenamenti siccome i calciatori non sono messi in condizione di rendere dovendo avere a che fare con un allenatore che innesca un clima pesante nell’ambiente. Ad Agropoli dopo la presa di distanza dei giocatori addirittura Magna decideva la formazione da schierare in campo e durante le partite decideva le sostituzioni di chi dovesse entrare e chi uscire, il tutto sotto gli occhi dei calciatori e di un Pirozzi che accettava in silenzio e nell’imbarazzo più totale dei componenti della panchina. Un allenatore che non sa leggere la partita, scarso e imbarazzante dal punto di vista tattico, e per di più arrogante, presuntuoso e dal carattere spigoloso non può allenare in nessuna squadra di serie D. Forse in campionati inferiori come la prima categoria e la promozione Pirozzi troverebbe la sua dimensione ideale anche per i noti metodi che utilizza per spodestare i colleghi allenatori denigrando il lavoro altrui e effettuando le sue solite asfissianti pressioni da dietro le quinte e con i suoi emissari. Gli occhi addosso a Logarzo e alla Gelbison erano piantati da tempo e una volta arrivato il momento propizio è stato sferrato l’attacco decisivo posandosi sulla carcassa come gli avvoltoi fanno con la propria preda morente. Non sfugga la similitudine e il paragone, ma l’avvicendamento sulla panchina della Gelbison è avvenuto proprio così. Sergio Vessicchio
