Il presidente della Turris, , l’imprenditore stabiese Giuseppe Giugliano ha rilasciato una lunga intervista al giornale locale Tutto… E’ nella quale parla della sqaudra e soprattutto dei programmi futuri che fanno sognare i tifosi corallini. Ecco il testo dell’intervista realizzata dal collega Nello Giannantonio
Presidente Giugliano, la Turris tra alti e bassi sta tutto sommato rispettando il tipo di campionato che ci si aspettava. Si ritiene soddisfatto o pensa che si possa chiedere di più a questa squadra?
“Posso definirmi contento, i fatti dicono che ce la giochiamo con tutti, dal Taranto allo stesso Francavilla di domenica scorsa. Stiamo evidenziando una discontinuità tipica della squadra giovane, perché anche tra i cosiddetti senior ci sono i vari Pistone, Perrino, che sono del ’92, lo stesso Schettino che è un ’93. Con un altro paio di elementi di esperienza, questa Turris avrebbe probabilmente un’altra tenuta anche mentale. Se fossimo sempre concentrati, potremmo fare di più perché poi, quando si gioca al calcio palla a terra, non siamo inferiori a nessuno. E in questo senso la prestazione col San Severo ci aveva forse illuso un po’. Devo pure dire che quest’anno la sorte non ci assiste: con qualche punticino in più, unito ai tre che ci spettavano a Gallipoli, forse oggi staremmo parlando di altre ambizioni. Ma il nostro è un titolo sportivo a stagioni alterne: un anno vince, l’altro no…”.
Vuole dire che l’anno prossimo…
“L’anno prossimo punteremo ad un campionato di vertice. Prima di attrezzare una squadra veramente competitiva, però, ci siederemo a tavolino e tutti dovranno garantire il proprio impegno, a cominciare dall’amministrazione comunale, perché senza adeguamenti allo stadio non si può pensare ad una Turris in Lega Pro. E salire di categoria per poi non giocare a Torre del Greco sarebbe la negazione del calcio”.
Cosa La spinge a guardare con ottimismo al futuro, la ritrovata vicinanza di qualche amico come Calce? Non è che si corre poi il rischio di “accorgersi” di non avere le risorse e aprire un’altra crisi come quella della scorsa estate?
“I fatti della scorsa estate li sapete. Avevamo gente che remava contro, ho dovuto fare quella mossa, sono stati poi i tifosi, alla fine, a scegliere me ed il mio gruppo a dispetto di altri scenari… Certo, se dovessi riscontrare nuovamente determinate ostilità, anche istituzionali, allora bisognerà prenderne atto. Se invece avremo sostegno e tranquillità, io e gli amici, sempre senza fare mai follie, saremo in grado di programmare una stagione importante. Abbiamo giovani validi che si stanno confermando in serie D, altri elementi della rosa avranno un anno in più di esperienza, poi certamente qualche innesto lo inseriremo”.
Nel frattempo, questo campionato in un possibile limbo per la Turris non rischia di alimentare un certo distacco, lamentato di recente anche dal direttore Vitaglione?
“I tifosi spero sempre di vederli numerosi ed il mio appello è sempre rivolto all’unità. Di certo, la società sta applicando prezzi popolari a differenza di altri club campani. Gli stessi abbonamenti a 50 e 70 euro sono stati più che accessibili. La serie D purtroppo è questa, è il campionato più duro d’Italia. Vince solo la prima e i playoff non servono: fare secondo o dodicesimo è praticamente lo stesso e, onestamente, non ha senso svenarsi per ritrovarsi nel gruppone di quelli che a fine campionato non hanno vinto”.
Questo vuol dire che, acquisita una certa tranquillità di classifica, a dicembre la Turris potrebbe addirittura ridimensionare l’organico?
“Questo no, magari due calciatori partiranno, altri due arriveranno, ma senza stravolgere un budget contenuto che siamo in grado di sostenere fino a fine stagione. Questa Turris non costa poi tanto, anzi stiamo ripianando pure qualche pendenza della scorsa stagione perché, quando si vince, si finisce sempre un po’ per sforare. In quest’ottica spezzo anche una lancia in favore di un tecnico a sua volta giovane come Vincenzo Di Maio: avrà finora gestito delle gare meglio di altre, ma in fondo è a pochi punti da squadre come Fondi e Pomigliano che hanno investito molto di più di noi”.
Nell’ottica di prospettare alla piazza un futuro più ambizioso, come società quanto ritenete importante aggiudicarvi anche la gara per la gestione del “Liguori”?
“Lo riteniamo importante, ma non fondamentale. Chiaramente, sapendo di gestire lo stadio per nove anni, si potrebbero affrontare da subito determinate problematiche, come la riparazione dell’impianto di illuminazione, che costa non poco vista la penosa situazione ereditata. Oggi non siamo liberi, ad esempio, di pensare ad una gara casalinga da giocare alle 17 o alle 18 come fanno spesso in Puglia, anche per attirare più spettatori”.
Il bando di gara ha richiesto anche un progetto di miglioramento della struttura a carico del futuro concessionario…
“Noi il nostro lo abbiamo presentato, puntando nell’immediato su sistemazione di tribuna, impianto d’illuminazione, spogliatoi. Interventi strutturali più importanti, ripeto, richiederanno invece l’impegno anche dell’amministrazione. Di mezzo c’è il futuro della Turris”.
