In casa Potenza l’allenatore Salvatore Marra ha portato una ventata di professionalità, competenza e sopratutto risultati utili in grado di risollevare una squadra impantanata nelle sabbie mobili della parte bassa della classifica. L’avvento di Marra, che ha sostituito Agovino sulla panchina rossoblù, coincide anche con l’oramai accantonamento del fantomatico (a tutti gli effetti) ds Daniele Flammia che a seguito di una fuga di notizie si è scoperto essere addirittura il proprietario del Potenza Calcio. Il clamoroso patron, dopo le esperienze rocambolesche passate nelle vesti di team manager prima e direttore sportivo poi, ha fallito per l’ennesima volta dimostrando la propria incompetenza e la propria pochezza professionale nel settore di cui dovrebbe farne parte. Vangone e Vertolomo con l’ingresso del consulente Grillo e del responsabile dell’area tecnica Agostinelli hanno praticamente accantonato e messo all’angolo Flammia che risulta presente in società ma senza alcuna mansione effettiva. Una figura enigmatica che girovaga per le stanze e sul campo del “Viviani” avente nè arte nè parte. Flammia dal canto suo non manifesta insoddisfazione o risentimenti accettando passivamente tale situazione nel silenzio più assoluto. Un silenzio assordante per gli sportivi potentini che si domandano la funzione di questo improvvisato dirigente e cosa rappresenti all’interno dei quadri societari. Patron, presidente, direttore sportivo o team manager? il mistero si infittisce con Flammia che dopo l’ingresso di un altro ennesimo direttore (Corrado Del Giudice) all’interno dell’organigramma societario non si riesce a capire che funzione o che ruolo svolga. Ma il fantomatico ds, come successo anche in passato, non ci ha mai abituato a prese di posizione a seguito di decisioni societarie(vedi mancate dimissioni dopo l’esonero di Agovino) oppure a scatti d’orgoglio preservando la propria dignità. Forse sarà ritornato a dedicarsi a uno dei compiti che in passato svolgeva attentamente, ovvero l’omino delle fotocopie, anche se pure in quel caso nutriamo seri dubbi sulle sue competenze. Eppure in casa Potenza tutto scorre nell’indifferenza più totale di una piazza che merita chiarezza sulla presenza di un soggetto che dall’avvento di Marra in poi sembra essere una figura enigmatica e indecifrabile. Si cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto per far vedere la casa pulita, ma Flammia ha più volte offeso l’onestà e l’intelligenza degli sportivi Potentini. In primis con la sua palese incompetenza in sede di mercato, in secundis con le mancate dimissioni a seguito dell’allontanamento dell’ex tecnico Agovino(un atto dovuto), e infine con la sua figura anomala che non offre chiarezza agli occhi degli appassionati sportivi rossoblù. Insomma Flammia agli atti risulta essere il proprietario del club ma Vangone e Vertolomo agiscono in queste vesti. Nella carica di ds che dovrebbe ricoprire invece ha davanti ben tre direttori che operano sul mercato senza riserva alcuna. Flammia rappresenta il punto interrogativo più grande del Potenza che continua il suo percorso senza curarsi della presenza di una figura quasi inesistente quanto enigmatica all’interno del club. Un ectoplasma nel vero senso della parola di cui l’intera città di Potenza si interroga su cosa rappresenti realmente. Sergio Vessicchio
