TORINO – Due vittorie in due giornate, entrambe conquistate in rimonta. Il Torino di Giampiero Ventura si gode il momentaneo primo posto in classifica e i complimenti per il successo sulla Fiorentina di Paulo Sousa. Il tecnico, però, resta prudente sugli obiettivi dei granata. “è un Toro da grande crescita -. E’ stata fatta una buona programmazione estiva, sono arrivati molti giocatori sotto i 23 anni tutti di grande prospettiva, che non hanno raggiunto la maturità e non hanno dato fondo alle loro capacità, che sono notevoli. C’è da fare un lavoro di crescita e il campo dirà dove potremo arrivare. Ma molto dipenderà dalla voglia di questi ragazzi di mettersi in discussione per poi raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati: quando Immobile è venuto qui era reduce da 5 gol nella stagione precedente, era di fronte a un bivio, piangersi addosso o intraprendere il percorso di crescita che lo ha portato a fare 22 gol. è un esempio, ma mi sembra che i ragazzi abbiano capito la strada da seguire”.
NON SIAMO PIU’ RIVELAZIONE – Mercoledì Cairo festeggerà i 10 anni di presidenza granata con la sua squadra in testa. “Non potevamo fare un regalo migliore al presidente – sorride Ventura -, ma due domeniche sono poche, i valori usciranno fuori, oggi come oggi la vittoria della Roma è un segnale importante, ha una rosa straordinaria per questo campionato e risulta oggi una delle superfavorite del campionato. L’obiettivo del Torino è quello che non deve più essere visto come rivelazione, deve piazzarsi in maniera stabile secondo quello che impone la storia del Torino, non deve essere più una sorpresa se va in Europa”.
CAMPIONATO PARTICOLARE – Le big, intanto, stentano e le piccole ne approfittano. “Mi aspettavo che sarebbe stato un campionato completamente diverso rispetto agli ultimi, c’è stata una serie di cambiamenti notevoli – commenta Ventura -. La Juve ha preso giocatori importanti, ma ne ha perso di importantissimi, l’Inter ha preso giocatori nuovi che arrivando dall’estero hanno bisogno di tempo, il Napoli ha preso Sarri che è un ottimo allenatore, ma c’è differenza fra allenare l’Empoli e una piazza con pressioni diverse. C’è la Roma che non può più sbagliare, il Milan reduce da un’annata particolare e dove Mihajlovic forse non ha il tempo che si aspettava di avere”. In questa situazione il Torino è stato bravo a inserirsi nella zona alta della classifica. “Chi ha meno qualità deve colmare il gap attraverso le idee, altrimenti sarebbe difficile. Se poi col gioco si valorizzano le qualità che i giocatori hanno, riusciamo a ritagliarci uno spazio sempre più importante. Il secondo tempo di ieri ci ha detto che se vogliamo possiamo fare qualcosa di importante, il primo che c’è da lavorare anche se ci sono tutti i presupposti per fare bene”.
DOBBIAMO AVVICINARCI ALLE BIG – Ventura, però, resta cauto. Terzo posto? Ci metterei 50 firme… – scherza Ventura -, ma è un mondo diverso rispetto al ’76 (anno dell’ultimo scudetto granata, ndr), oggi ci sono società che fatturano 200 milioni e altre 50, c’è una sproporzione economica che non permette sogni pindarici e a volte pericolosi. Il vero grande obiettivo del Torino è avvicinarsi sempre di più a certe realtà, ma ricordiamo che 4 anni fa eravamo in serie B, c’è stata una crescita esponenziale, ma c’è molto da fare e le cose vanno fatte in modo graduale”.
